
Edificato nel I secolo d.C., presumibilmente tra il 70 ed il 150 d.C., durante il dominio dei Flavi, grazie alla generosità del senatore larinense Quinto Capito, l'anfiteatro rappresenta la testimonianza più spettacolare ed imponente del periodo in cui Larino era un importante città romana.
La struttura, capace di contenere fino a 18.000 spettatori, è in parte scavata nel tufo per circa sei metri e in parte costituita da strutture murarie sopraelevate.
Ha una forma ellittica, con le quattro porte disposte alle estremità dei due assi, di cui quella a nord, la "Porta dei Gladiatori", che consentiva l'accesso del corteo che precedeva i giochi e l'uscita dei gladiatori vincenti, mentre quella a sud che serviva per portare fuori i resti degli animali uccisi durante le esibizioni e i corpi dei gladiatori morti.
Affascinante è¨ l'arena delimitata da un canale per lo scolo delle acque e con al centro una fossa quadrata utilizzata probabilmente per il sollevamento delle gabbie degli animali.
Il settore riservato ai nobili, formato da tre gradini rivestiti di pietra, è posto a circa due metri di altezza dal piano dell'arena.
Continuando a salire troviamo prima sei gradinate scavate nel tufo e destinate ai cavalieri e poi, ancora più in alto e solo nel lato nord-occidentale ciò che resta della struttura sopraelevata.
Nulla invece è rimasto della summa cavea, costruita con molta probabilità da assi di legno.
Oltre all'edificio romano gli scavi hanno riportato alla luce anche una necropoli antichissima (VIII-VI secolo a.C.) e altri reperti di epoca arcaica ed ellenistica.